Uommene&Tambure è la Voce di chi, non abituato al confronto dialettico, esprime i propri bisogni con linguaggi e stilemi non graditi al pubblico colto ma carichi di emotività.
Ha preso vita con gli ospiti dell'ICATT di Eboli che, coordinati da Pino Turco, hanno usato i tamburi come estensione della loro emozionalità per sussurrare/gridare da un palco di una piazza o di un Teatro i loro sentimenti e le loro emozioni.
La parola "Teatro" crea, di solito, aspettative di intrattenimento intellettuale che rassicura e scioglie tensioni ma nel "Teatro dal Carcere" non è così: è il risultato di una ricerca continua delle proprie Radici sul filo delle emozioni forti che la nostra gente sa esprimere.
Il progetto "Uommene&Tambure" è stato ideato e condotto da
Pino Turco Diversamente Artista & Operatore di Arte per la Salute, che ha allestito spettacoli scrivendo testi e sceneggiature e curandone la regia, ha suonato e cantato canzoni di repertorio e da lui composte per le occasioni ma soprattutto ha incoraggiato i ragazzi ad esprimere i propri sentimenti davanti ad un pubblico sempre diverso.
La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie alla piena disponibilità del Provveditore regionale Tommaso Contestabile e del direttore dell’istituto di Eboli, Rita Romano, nonché dell’equipe di osservazione e trattamento, dott.sa Rosamaria Caleca, dott.sa Anna Garofalo e dott.sa Teresa Gargano e della Polizia penitenziaria tutta e dei Comandanti che si sono avvicendati nel periodo del Laboratorio.
Il gruppo è stato affiancato dal Fotografo ed Operatore sociale Paolo Garofalo che, con estrema dedizione, si è dedicato alla riabilitazione dei temporaneamente detenuti prospettando e mettendo in atto, oltre "Uommene&Tambure", altre opportunità di intervento sociale per gli ospiti dell'Icatt ed ha messo in opera e matenuto contatti con la Stampa.
Dal marzo 2009 al settembre 2011 hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico e critica per la qualità degli spettacoli e per i contenuti di profondo significato umano e sociale.
Con il cortometraggio: "Io so dove si nasconde il Sole" hanno vinto il primo premio nel X° concorso nazionale: "Il Poliziotto:un Amico in più".
Per primi in Italia hanno messo in scena la tragedia del Treno 8017, da Balvano, luogo in cui si è consumata, finendo, dopo molte repliche, nel Teatro dell'Ateneo dell'Università degli Studi di Salerno.
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Tra gli Operatori ed Artisti che hanno affiancato il progetto ricordiamo:
"Storia di un Vascio, due Vecchie, tre Fate...e un Principino"
ovvero: Storia a colori, (sulla falsariga dello Cunto de li Cunti di G.B.Basile e della novella delle vecchie vergini raccontata da Peppe Barra) riscritta da Pino Turco: Due Vecchie abitano in un vascio del Palazzo Reale e finiscono una dentro al Palazzo e l’altra sotto terra.
Associazione L'Astronave a pedali;Eboli: 4 gennaio
Salone dei Marmi, Palazzo di Città, Salerno: 21 gennaio
Centro Sociale di Battipaglia: Rassegna Teatrale "Gianni Agnifili": 13 marzo
il racconto del quattro di coppe, una carta di nessun valore ma di cui non puoi fare a meno se vuoi giocare: le storie vere dei ragazzi sottolineate da canzoni e poesie in uno spettacolo di grande impatto emotivo.
dedicato a tutti quei diseredati della vita che, come le vittime innocenti del disastro ferroviario più grave d'Europa, nascono, vivono, si riproducono e muoiono senza avere coscienza di sè e del proprio diritto alla vita.
REPLICHE anno 2009:
Teatro Mercadante di Napoli : 24 settembre
Teatro del Castello;Eboli 22 gennaio
Succorpo Vanvitelliano,Chiesa dell'Annunziata;Napoli: 30 mqggio
La Notte dei Tamburi: Rockaria Peace Project;Eboli : 9 agosto
Teatro del Centro don Guanella;Scampia: 30 novembre
Teatro Sala S.Bartolomeo;Eboli: 2 dicembre
REPLICHE anno 2010:
Teatro Comunale,Salita Ripa;Eboli: 22 febbraio
Teatro Santa Bartolomea;Balvano (Pz): 7 marzo
Succorpo Vanvitelliano,Chiesa dell'Annunziata;Napoli: 29 maggio
Museo d'Arte Contemporanea di Salerno: 28 ottobre
REPLICHE anno 2011:
Teatro dell'Ateneo - Università di Salerno :29 marzo
Il miglior video sulla sicurezza? Quello dei giovani detenuti con la regia di Pino Turco (di Claudia Fusanitutti de "IlManifesto")
Periferia, un giovane alle prese con una dose di eroina, si accascia in un prato. Nuvole, musica plumbea. Poi cambia, PINK FLOYD, s'affaccia il sole, arriva una bambina che vuol giocare, vorrebbe. Tiene in mano un bambolotto, dietro l'albero trova il ragazzo, quello di prima, quella della droga, il bambolotto le cade di mano, lo riprende, per portarlo via e metterlo al riparo. Non è quello il gioco che voleva. Ma poi ci ripensa, torna indietro, con un pezzo di stoffa bagnato, le appoggia sulla fronte del ragazzo, lo sveglia, lo aiuta, lo prende per mano e lo porta via. C'è una speranza. Va saputa coltivare.
Sono sei minuti intensi quelli del video dal titolo "Io so dove si nasconde il sole" che ha vinto il riconoscimento speciale, settore tecniche multimediali, del progetto "Un poliziotto un amico in più" riservato a tutte le scuole di ordine e grado. Gli autori del video, sezione scuola secondaria, sono i giovani detenuti della ICATT di Salerno, l'Istituto di custodia attenuata riservato a giovani con condanne definitive da 1 a 4 anni.
"Lavoro acuto e intelligente - si legge nella motivazione - la scelta stilistica rivela che i ragazzi hanno veramente svolto un lavoro prima che artistico, intellettuale di riflessione e rielaborazione personale". Ricominciare dall'educazione, anche quella civica. Farlo dalle scuole, anche quelle dell'infanzia. E avere come interlocutore - perchè no - anche un poliziotto.